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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Bimota
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mwbqBimota S.p.A. è una mwbgcasa motociclistica italiana con sede a mwbwCoriano, mwcaRimini.

Dopo alterne vicende societarie, dal mwcg2013 l'azienda diviene di proprietà elvetica, mantenendo la produzione in mwcwItalia.cite-ref-lugano-1-0[1] Nel mwea2019 mweqKawasaki Heavy Industries acquisisce il 49,9% della società.cite-ref-kawasaki-2-0[2]

Il nome è l'mwfwacronimo delle prime due lettere dei tre cognomi dei soci fondatori Bianchi, Morri e mwgaTamburini.

Contents

Note

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Storia e produzione stradale

La Bimota nacque nel mwig1966 come azienda operante nel settore degli impianti di riscaldamentocite-ref-3[3] e condizionamento, ma negli anni successivi la forte passione motociclistica di Massimo Tamburini, che costruì nel 1971 la sua prima mwjw"special" sulla base di una mwkamwkqMV Agusta 600 Turismo 4C 6 comprata di seconda manocite-ref-operaprima-4-0[4], indirizzò la società verso la produzione di componenti destinate a dare un'impronta più sportiva alle caratteristiche di guida delle mwlgmotociclette di serie e da corsa. La tappa successiva fu la produzione e la commercializzazione di modelli stradali a proprio nome, iniziata nel mwlw1975 con la vendita di alcune repliche della "special" ideata da Tamburini su base mwmaHonda CB 750 Four nel 1973cite-ref-5[5]. Questo primo modello stradale Bimota è la mwnqHB1, prodotta in sole 10 unità. Più precisamente si trattava di un kit (dotato di regolare certificato di mwnwomologazione) costituito da mwoatelaio, mwoqforcella, mwogforcellone e altre componenti da applicare sulla moto nipponica.

Nei primi anni di vita dell'azienda, le moto Bimota erano offerte sia come kit sia come motociclette già interamente assemblate. Soltanto all'inizio degli mwqaanni novanta verranno abbandonate le forniture in kit e la produzione si baserà esclusivamente su moto complete. Fino al mwqq1984 i modelli Bimota monteranno propulsori Honda, Kawasaki e Suzuki (mwqgHB2, mwqwHB3, mwraKB1, mwrqKB2, mwrgKB3, mwrwSB2, mwsaSB2 80, mwsqSB3, mwsgSB4). Nel mwsw1985 giunge la mwtaDB1, primo abbinamento con propulsore Ducati. A partire dalla metà degli mwtqanni ottanta saranno abbandonate le motorizzazioni Honda e Kawasaki in favore di Ducati, Suzuki e Yamaha. Nascono le mwtgDB1 S, mwtwDB1 SR, mwuaSB5, mwuqYB4 EI (anche in variante SP), mwuwYB5, mwvaYB6 (anche nelle versioni mwvqExup e mwvgTuatara).

Bimota è sempre stata un'azienda di nicchia, poiché ha sempre puntato ad affiancare a motori di serie di affermati produttori europei e giapponesi, spesso sottoposti ad elaborazione, una parte ciclistica all'avanguardia con l'impiego di materiali particolarmente pregiati per le componenti. In funzione di questa ricercatezza tesa ad esaltare le qualità sportive, i modelli Bimota sono sempre stati prodotti in quantità limitate (in genere poche centinaia, ma a volte anche solo alcune decine) e con prezzi di listino sensibilmente più elevati della concorrenza.

La guida della casa riminese ha subito nel corso degli anni importanti avvicendamenti, a seguito di divergenze tra i proprietari sulle scelte aziendali: infatti Valerio Bianchi avrebbe poi lasciato l'azienda da lui stesso co-fondata ancor prima dell'inizio dell'attività motociclistica mentre, nel mwxq1983, Federico Martini prese il posto di Massimo Tamburini, che se ne andò alla Ducati in seguito a contrasti con Morri. Nel luglio 1984 Bimota finì addirittura in mwxgamministrazione controllata in seguito all'inaspettato crollo delle vendite generato dalle aspettative dei clienti dopo la presentazione all'mwxwEICMA del 1983 del mwyaprototipo della rivoluzionaria mwyqTesi: ai loro occhi sembrò che gli altri modelli già in produzione fossero tecnicamente obsoleti al confronto della futuristica Tesi, che però non era ancora pronta per il mercatocite-ref-mw-6-0[6], ma Martini progettò nel 1985 la mwzgDB1, costruita intorno al motore della mwzwDucati 750 F1, le cui vendite risollevarono le sorti dell'azienda, che uscì dall'amministrazione controllata entro i 24 mesi concessi dalla leggecite-ref-mw-6-1[6]. Lo stesso progettista introdusse il successivo utilizzo di telai in mwbaalluminio scatolato (sua anche la mwbqYB4 R vincitrice del mwbgMondiale TT F1 con mwbwVirginio Ferrari) e l'iniezione elettronica sui motori 750mwca cm³, sia in gara sia nella produzione di serie. A Federico Martini successe Pierluigi Marconi sul finire degli mwcqanni ottanta. Nel mwcg1993 Giuseppe Morri, ultimo rimasto tra i fondatori, lasciò l'azienda.

Il decennio conclusivo del mwdasecondo millennio vede nella sua prima parte l'utilizzo dei motori Ducati per mwdqDB2, mwdgDB2 SR, mwdwDB2 EF, mweaDB3 Mantra (primo modello "naked" della casa riminese, dalla vocazione vagamente turistica). I quattro cilindri Yamaha danno origine a mweqYB8 (pure nelle varianti mwegFurano ed mwewE), mwfaYB9 Bellaria, mwfqYB9 SR, mwfgYB Dieci (anche biposto). Nel mwfw1994 ritorna l'abbinamento ai propulsori Suzuki con le mwgaSB6 e mwgqSB7. L'anno successivo si adopera per la prima volta un motore mwggBMW e nasce la Supermono (in seguito disponibile anche in configurazione biposto). Poi giungeranno le mwgwSB6 R, mwhaYB9 SRi, mwhqYB11 (anche in edizione speciale), mwhgSB8 R (con telaio in alluminio e mwiacarbonio e di cui sarà realizzata anche la variante Special disponibile solo su specifico ordine) e mwiqDB4, quest'ultima dapprima con alimentazione a carburatori e poi ad iniezione elettronica.

Un discorso a parte merita il modello mwkaTesi. Frutto di lunghe sperimentazioni, esso deve il suo nome alla mwkqtesi di mwkglaurea presentata dall'ingegner Pier Luigi Marconi (successivamente assunto in Bimota) che proponeva una motocicletta dalla mwkwsospensione anteriore anticonvenzionale: al posto della classica forcella telescopica era presente un forcellone a due bracci che prevedeva un azionamento indiretto dello mwlasterzo. I vantaggi in termini di stabilità in frenata e bassa collocazione del mwlqbaricentro erano lampanti. Parallelamente a una serie di prototipi da competizione culminati con la mwlgTesi V-due del 1993 (il cui motore avrebbe poi spinto la mwlw500 V-due con telaio convenzionale)cite-ref-7[7] il progetto viene industrializzato e la prima versione commercializzata della Tesi è la 1D del mwna1990 dotata di motore Ducati a quattro valvole per mwnqcilindro e mwngcubatura di 851 mwnwcm³. Nel mwoa1991 la cilindrata sarà elevata a 904mwoq cm³ mentre l'anno successivo sarà presentata la mwogTesi 1D SR. Il mwow1993 è l'appuntamento per la Tesi con una veste completamente ridisegnata: è la mwpaTesi 1D ES che concluderà la sua vita commerciale nella versione mwpqEF (Edizione Finale).

Altra Bimota altamente innovativa e simbolicamente importante è la mwqw500-V due; si tratta infatti dell'unica moto con motore progettato internamente al reparto di ricerca e sviluppo aziendale. Il propulsore era un mwrqbicilindrico a V di 90° mwrga 2 tempi di 500mwrw cm³ di cilindrata con alimentazione ad mwsainiezione elettronica diretta nella camera di combustione (la prima per un motore a due tempi). La difficoltà di messa a punto dell'alimentazione ad iniezione convinse la Casa a riprogettare l'intero motore e a commercializzare successivamente una variante allestita a mwsqcarburatori (mwsg500 V Due Evoluzione). Fu prodotta in 200 esemplari (150 la prima serie e 50 la Evoluzione).

Mentre ciò accadeva, durante la stagione del Mondiale Superbike 2000, uno dei principali sponsor di Bimota scomparve, dovendo alla società una grande quantità di denaro. La combinazione di questi eventi costrinse Bimota a dichiarare bancarotta e chiudere i battenti nel 2001cite-ref-8[8].

Questo fece si che tutte la 500V-Due non vendute vennero acquistate da una società di Meda.

La rinascita dopo il fallimento

Nel mwuw2003 il nuovo proprietario, il milanese Roberto Comini, riavvia l'attività effettuando investimenti.cite-ref-lugano-1-1[1] La prima moto del nuovo corso inizia con i pochissimi esemplari della mwwaSB8K disponibili in magazzino, allestita nelle versioni Gobert (celebrativa per la vittoria di mwwqAnthony Gobert in una manche del Mondiale Superbike in Australia) e l'altra dedicata alla mwwgpista di Santamonica. Le differenze riguardavano principalmente la dotazione dei cerchi e l'avantreno; Dopo la SB8K e la mwwwSB8K Santamonica che differivano per la dotazione dei cerchi e della forcella, viene presentata la mwxaDB5 con motore Ducati. La sportiva, disegnata da mwxqSergio Robbiano, sarà insignita nel mwxg2004 del “Motorcycle Design Award”, premio rilasciato dalla “Motorcycle Design Association”.cite-ref-9[9]. Fra i vezzi stilistici della DB5 vanno considerati il forcellone con struttura a traliccio e la mwzacarenatura che, pur essendo integrale, lascia in vista il propulsore bicilindrico. Venne prodotta in due serie: una motorizzata con il motore Ducati 1000 e l'altra con il 1100. Inoltre furono prodotte nove versioni: mwzqDB5 Monoposto (140 esemplari), mwzgDB5 C (65 esemplari), mwzwDB5 R (12 esemplari), mw0aDB5 S Biposto (17 esemplari), mw0qDB5 C (12 esemplari), mw0gDB5 R (45 esemplari), mw0wDB5 Borsalino (1 esemplare), mw1aDB5 S Biposto (46 esemplari) e mw1qDB5 EVO (10 esemplari). Nello stesso anno viene presentata, con motore Ducati 1000, la mw1gTesi 2D in appena 25 esemplari, un'elaborazione della Tesi 1D che però non viene sviluppata da Bimota ma dalla mw1wVyrus (Azienda motociclistica artigianale di mw2aCoriano). Nel mw2q2005 il mw2gSalone di Milano è la vetrina per la presentazione della naked mw2wDB6 Delirio, ricavata sulla base della DB5 e anch'essa opera di Robbiano che viene prodotta in due serie, una con motore 1000 e una con motore 1100 derivato dalla Ducati. Come la DB5, viene declinata in diverse versioni tra cui mw3aDB6 Borsalino, mw3qDB6 EVO, mw3gDB6 R e mw3wDB6 5 EVO. Nel 2007 viene presentata la mw4aTesi 3D, terza generazione della Tesi nata dal tecnico Acquaviva ed elaborata partendo dal progetto Tesi 1D di Marconi. Le principali novità riguardavano il forcellone anteriore e quello posteriore che erano a traliccio di tubi di acciaio. Fu costruita in due versioni: La Tesi 3D in 123 esemplari e la mw4qTesi 3D Evo in 32 esemplari. Furono poi allestiti ulteriori 39 esemplari in serie limitata con targhetta oro e verniciatura speciale. Nel 2008, al Salone di mw4gMilano, Bimota presenta la mw4wDB7, disegnata da Enrico Borghesan, moto che presenta diverse innovazioni tecniche come il sistema della sospensione posteriore infulcrato sul motore (soluzione impiegata in mw5qMotoGP) e il telaietto posteriore interamente in mw5gfibra di carbonio autoportante, come il telaietto anteriore. Il telaio è una struttura mista: traliccio in tubi a sezione ovale e piastre in alluminio ricavate dal pieno. La DB7 vanta una dotazione ciclistica di prim'ordine, mentre la motorizzazione è affidata all'unità Ducati da 1099mw5w cm³ che equipaggia la mw6a1098. Fu prodotta in due versioni: una base realizzata in 271 esemplari e l'altra definita "mw6qOronero" con carrozzeria in carbonio in soli 25 esemplari. Nel 2010 viene prodotta la mw6gDB8, sulla base della DB7 con cui condivideva la ciclistica ma differiva per il motore (1198 da ben 170 cv) e offerta anche in versione biposto. Fu costruita in diverse versioni: la base in 33 esemplari, una chiamata mw6wOronero con carrozzeria in carbonio in 10 esemplari e una versione mw7aSP in 70 esemplari.

Sempre nel 2010 viene presentato il modello mw9gHB4, con motore Honda, per il mw9wCampionato Moto2 per le stagioni 2010 e 2011 con il pilota mw-aWillairot. Il miglior risultato sarà un quarto posto.

Al salone di Eicma 2011 vengono presentate la Bimota mwaqiDB9 Brivido e la mwaqmDB9 S Brivido una nuda con sospensioni mwaqqMarzocchi a steli rovesciati da 43 mm e freni mwaquBrembo: doppio disco da 320 mm all’ anteriore e disco da 220 mm con pinza a due pistoncini al posteriore. Il motore è un bicilindrico a L, 4 tempi desmodromico da 1198 cc che eroga una potenza massima di 162 cavalli a quota 9500 giri di cui saranno realizzati 47 esemplari, di cui 11 della Brivido S; e la motard mwaqyDB10 B.MOTARD, la prima motard della storia Bimota con motore Ducati da 1078 cc e 95 cv. Fu realizzata in 33 esemplari.

Nel 2012, al salone di Milano, vengono presentati diversi modelli tra cui la mwaqgDB11 (prodotta poi in 8 esemplari) col motore della mwaqkDucati Diavel; la mwaqoDB11 VLX con compressore volumetrico che portava la potenza a ben 191 CV a 9750 giri. (Fu la prima moto al mondo ad adottare questa caratteristica) ma che non vedrà mai la produzione; la mwaqsDBX, su base DB10 e prima fuoristrada della storia di Bimota, con motore Ducati da 1078 cc e prodotta in soli 23 esemplari, tutti venduti e finiti quasi totalmente all’estero (di cui tre esemplari sono finiti negli USA, e uno è attualmente esposto nel Bimota Spirit Museum di Raleigh, in Carolina del Nord); la singolare versione mwaqwTesi 3D Naked, che si differenzia dalla Tesi per l'adozione di un manubrio tubolare rialzato e per la sella biposto; la mwaq0DB12 B. TOURIST (la prima Bimota turistica) spinta dal noto bicilindrico desmodromico Ducati da 1198 cc che però non fu mai prodotta. Venne presentata anche la mwaq4BB2, con motore BMW 4 cilindri e con una potenza di 193 cv che non entrò mai in produzione e due anni più tardi venne presentata la mwaq8BB3, l'ultima Bimota con motore BMW, che corse nel campionato Mondiale Superbike con i piloti Badovini e Iddon e il Tourist Trophy (Fu commercializzata anche la versione mwaraBB3 TTROFEO con grafiche celebrative). Fu prodotta in 26 esemplari.

Il 30 agosto 2013 Bimota S.p.A. è stata ceduta agli imprenditori svizzeri Marco Chiancianesi e Daniele Longoni e la sede legale è stata spostata a mwaryLugano, lasciando a Rimini la sede amministrativa e quella produttiva.cite-ref-lugano-1-2[1]cite-ref-10[10] Al salone di Milano del 2014 vengono presentate la Bimota mwar8Tesi 3D Race Cafè, ispirata alle moto cafe-racer ma reinterpretato in chiave post-moderna col faro anteriore tondo con LED, col serbatoio rastremato e la sella monoposto corta, che lascia in bella vista la ruota posteriore dove sono sistemate anche luci e targa. Il motore è il bicilindrico Ducati Desmodue raffreddato ad aria; e la mwaseImpeto 1198: Una hyper naked contraddistinta da un look spigoloso e tecnologico. Il telaio in tubi quadri di carbonio e piastre d'alluminio abbraccia il Testastretta 11° a doppia accensione che equipaggia la Ducati Diavel. Entrambe le moto rimasero solo prototipi.

L'era Kawasaki

Nel Settembre del 2019 voci credibili parlano di una acquisizione della Bimota da parte di Kawasaki Heavy Industries, la conferma arriva ad EICMA 2019, quando nello stand Kawasaki viene presentata la Bimota mwasqTesi H2, con motore sovralimentato della Kawasaki H2, su cui è stato costruito un telaio con forcellone oscillante anteriore, tipo "Tesi". Viene anche chiarito che le quote societarie sono ripartite al 49,9% per Kawasaki ed al 50,1% per Chiancianesi e Longoni, che restano gli azionisti di maggioranza dell'azienda.cite-ref-kawasaki-2-1[2]

Nel 2020 inizia la produzione della Tesi H2, una supersportiva caratterizzata dal forcellone anteriore in pieno stile "Tesi". Monta un motore Kawasaki, 4 tempi, 4 cilindri, da 998 cc che sprigiona una potenza di ben 231 cv a 11.500 giri. A febbraio 2021 vengono presentate la mwatiTesi H2 Carbon e la mwatmTesi H2 Tricolore entrambe in edizione limitata di 250 esemplari in vendita solo in Europa.

Al salone di Milano del 2021, vengono presentati due nuovi modelli: la mwatcKB4 e la mwatkKB4 RC (Race Cafè) che montano entrambi il motore Kawasaki quattro cilindri in linea da 1.043 cc da 142 cavalli a 10.000 giri al minuto, raffreddato attraverso un radiatore monoblocco ad alta pressione posizionato tra la sella e la ruota posteriore.

Al salone di Milano 2022 viene aggiornata la KB4 RC e dotata di una nuova colorazione e viene presentato il nuovo modello enduro mwat8BX450, sulla base della Kawasaki KX450, con motore Kawasaki monocilindrico da 449 cc raffreddato a liquido con iniezione elettronica. Verrà prodotta in serie limitata.

Al salone di Milano del 2023 viene presentata la prima crossover Bimota: la mwaukTera (acronimo di TEsi Regolazione Altezza) su base Tesi H2. Tra le caratteristiche, il caratteristico forcellone derivato dalla Tesi, la possibilità di regolare l’altezza del baricentro fino a 30 mm, cruise control, frizione assistita e antisaltellamento, schermo LCD TFT a colori, illuminazione a LED e prese USB e 12V. Monta un motore Kawasaki 4 cilindri, sovralimentato di 998 cc con una potenza massima di 200 cavalli. Inoltre è la prima Bimota dotata di borse.

Al salone di Milano del 2024 viene presentata la mwausKB998 Rimini, supersportiva carenata che prenderà parte al mondiale Superbike. Tra le caratteristiche tecniche: piastre in lega di alluminio ricavate dal pieno, motore Kawasaki di 998 cm³ 4 tempi, 4 cilindri, DOHC e con una potenza massima di 200 cavalli e prima moto di serie con alette variabili.

Il 18 marzo 2026, Bimota, presenta la versione aggiornata della BX450 con nuove grafiche e la nuova mwau0KB399, una carenata derivata dalla KB998 e dalla Kawasaki ZX-4RR, di 399 cm³ ,con 4 cilindri in linea e con una potenza di 80 cv. Tra le caratteristiche ci sono le carene che integrano appendici aerodinamiche, forcella Showa da 41 mm abbinata al monoammortizzatore Showa, freni Brembo Stylema con attacco radiale e scarico Akrapovič. Disponibile anche la versione mwau4ES (Edizione Speciale) con carene in fibra di carbonio, leve del cambio, del freno e pedane regolabili in alluminio lavorate dal pieno e monoammortizzatore posteriore Öhlins STX46.

Ad aprile 2026 viene presentata la mwavaKB998 Rimini Elite, modello solo per uso su pista e prodotta soli in 5 esemplari. Monta lo stesso motore della KB998 Rimini ma raggiunge una potenza di 215 cv. Con un peso di 176 kg a secco, è 17 kg più leggera del modello base.

mwavcmwavgBimota Classic Parts

Nel gennaio 2015, la Casa romagnola, gestita da Chiancianesi e Longoni, dopo aver ricevuto una proposta per un progetto molto ambizioso di riqualificazione del magazzino storico di Rimini da Paolo Girotti, stipula un contratto di vendita formalizzando la nascita del marchio ufficiale mwavoBimota Classic Parts.

Con questo nuovo progetto, viene concesso l'utilizzo in esclusiva di tutti i progetti e di tutto il materiale storico per riprodurre e commercializzare pezzi e componenti di tutti i modelli Bimota prodotti dal 1971 fino al 2002. Lo scopo principale del progetto è quello di preservare e garantire il futuro delle moto storiche mantenendo viva la storia del Marchio negli appassionati.

Il Bimota Classic Parts inizialmente si insedia in mwaweUmbria a mwawiCittà della Pieve come distaccamento ufficiale della casa madre, e in pochi mesi diventa il punto di riferimento nel mondo per tutte le Bimota storiche.

Nel 2019 il progetto ha il suo slancio massimo: viene aperta una nuova sede di 1500 m² in mwawqToscana, a mwawuChiusi (in provincia di mwawySiena), con 650 m² dedicati al magazzino storico e all' archivio che raccolgono documentazione tecnica, ricambi originali e progetti. Oltre al magazzino storico e all' archivio, in occasione del 10º anniversario del Bimota Classic Parts, nel settembre 2025, nasce la "Moto Gallery": uno spazio integrato espositivo permanente dedicato al mondo delle Bimota storiche, con un percorso che documenta l’evoluzione tecnica, stilistica e culturale della produzione classica della Casa riminese. Si sviluppa su una superficie di circa 1.200 m² ed ospita oltre 60 moto Bimota.

La produzione

Il nome dei modelli

Ad eccezione di pochi casi, la denominazione dei modelli Bimota ha sempre seguito lo schema costituito da due lettere ed un numero:

| Posizione | Descrizione |
|---|---|
| 1º | La prima lettera è l'iniziale del produttore del motore : H per Honda , K per Kawasaki , S per Suzuki , Y per Yamaha , D per Ducati , B per BMW , G per Gilera , (unicamente per moto da corsa). |
| 2º | La seconda lettera è la B di Bimota. |
| 3º | Al terzo posto si trova il numero in progressione di modello con motore fornito dal medesimo costruttore: ad esempio SB3 indica la terza Bimota equipaggiata con propulsore Suzuki; YB11 sarà invece l'undicesima Bimota dotata di motore Yamaha. L' |

Casi particolari:

| Descrizione |
|---|
| Per i modelli da corsa equipaggiati di motore Harley Davidson , la B di Bimota è stata preceduta dalla sigla HD. |
| Alcuni modelli hanno avuto un nome esteso nella denominazione, come ad esempio la YB6 Tuatara , la YB8 Furano , la YB9 Bellaria , la YB10 Dieci [ 11 ] e la DB3 Mantra . |
| Le uniche Bimota con denominazione svincolata dall'abbinamento fra lettere e fornitori del propulsore, sono state la " 500-V due ", la Drako, la Tesi, la Impeto e la Tera |
| Un'altra eccezione è la KB998 Rimini, il primo caso in cui la progressione del numero non segue quello dei precedenti modelli. |

Gamma 2026

• Tesi H2 TERA
• Tesi H2
• mwaz0KB4
• KB4 RC
• KB998 Rimini
• KB399
• BX450

Gamma del passato

| Motore | Modello | Motore di provenienza | N° di esemplari prodotti [ 12 ] · [ 13 ] · [ 14 ] | Anni di produzione |
|---|---|---|---|---|
| Aermacchi | MB1 250 GP | Aermacchi 2 cilindri 2 tempi | 2 (solo telaio) | 1976 |
| Bimota | Tesi 500 | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 1 [ 15 ] | 1992 |
| Bimota | V-Due | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 150 | dal 1997 al 1999 |
| Bimota | V-Due Corsa | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 26 | dal 1999 al 2001 |
| Bimota | V-Due Corsa Evoluzione | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 120 | dal 2001 al 2003 |
| Bimota | V-Due Evoluzione | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 14 | 2003 |
| Bimota | V-Due Racing Edizione Finale | Bimota bicilindrico "V" 90° a due tempi 500 cm3 | 30 | 2005 |
| BMW | BB1 Supermono | Rotax della BMW F650 | 376 | dal 1995 al 1997 |
| BMW | BB1 Supermono Biposto | Rotax della BMW F650 | 148 | dal 1996 e 1997 |
| BMW | BB2 | S1000RR | 1 (smantellato) | 2012 |
| BMW | BB3 | S1000RR | 26 [ 15 ] | dal 2013 al 2015 |
| Ducati | 666 LE [ 16 ] | Monster 1000 | 1 | 2003 |
| Ducati | DB1 | 750 Paso | 453 | dal 1985 e 1986 |
| Ducati | DB1 S | 750 Paso | 63 | dal 1986 e 1987 |
| Ducati | DB1 SR | 750 Paso | 153 | dal 1987 al 1989 |
| Ducati | DB1 J | 400 SS | 52 | dal 1986 e 1987 |
| Ducati | DB2 | 900 SS | 408 | dal 1993 al 1995 |
| Ducati | DB2 J | 400 SS | 106 | dal 1994 e 1995 |
| Ducati | DB2 SR | 900 SS | 157 | dal 1994 al 1996 |
| Ducati | DB2 EF | 900 SS | 100 | dal 1997 al 1998 |
| Ducati | DB3 Mantra [ 16 ] | 900 SS | 454 | dal 1995 al 1998 |
| Ducati | DB4 | 900 SS | 264 | dal 1999 al 2000 |
| Ducati | DB4 i.e. | 900 SS | 130 | dal 2000 al 2001 |
| Ducati | DB5 Mille | 1000 Monster | 140 | 2005 |
| Ducati | DB5 Borsalino | 1000 Monster | 1 | 2007 |
| Ducati | DB5 S | 1100 Multistrada | 17 | dal 2006 al 2011 |
| Ducati | DB5 E Desiderio | Hypermotard 1100 Evo | 10 | 2011 |
| Ducati | DB5 R | 1000 Monster e 1100 Multistrada | 12 | dal 2006 al 2011 |
| Ducati | DB5 RE | Hypermotard 1100 Evo | 45 | 2011 |
| Ducati | DB6 Delirio | 1000 Monster o 1100 Multistrada | 437 [ 15 ] | dal 2005 al 2011 |
| Ducati | DB6 Delirio Azzuro | 1000 Monster | 23 | 2006 |
| Ducati | DB6E | Hypermotard 1100 Evo | 20 [ 15 ] | 2011 |
| Ducati | DB6 R | 1100 Multistrada | 80 [ 15 ] | dal 2007 al 2011 |
| Ducati | DB6RE | Hypermotard 1100 Evo | 29 [ 15 ] | 2011 |
| Ducati | DB6 Borsalino | 1100 Multistrada | 1 [ 15 ] | 2007 |
| Ducati | DB6 Superlight | 1100 Hypermotard | 1 | 2010 |
| Ducati | DB7 | 1098 | 271 [ 15 ] | dal 2007 al 2011 |
| Ducati | DB7 Oronero | 1098 | 25 [ 15 ] | 2008 |
| Ducati | DB7 Nerocarbonio | 1098 | 50 | 2009 |
| Ducati | DB8 | 1198 | 33 [ 15 ] | 2010 |
| Ducati | DB8 SP | 1198 | 70 [ 15 ] | dal 2011 al 2015 |
| Ducati | DB8 Oronero | 1198 | 10 [ 15 ] | 2013 |
| Ducati | DB9 Brivido | 1198 | 47 [ 15 ] | 2011 |
| Ducati | DB10 B.Motard | Hypermotard 1100 Evo | 33 [ 15 ] | 2011 |
| Ducati | DB10R B.Motard | Hypermotard 1100 Evo | 5 [ 17 ] | dal 2012 al 2015 |
| Ducati | DB11 | 1198 | 8 [ 15 ] | 2012 |
| Ducati | DB11 VLX | 1198 | 3 prototipi esistenti | 2012 |
| Ducati | DB12 B.Tourist | 1198 | 1 (smantellato) | 2012 |
| Ducati | DBx | Hypermotard 1100 Evo | 16 [ 15 ] | 2012 |
| Ducati | Drako [ 16 ] | Monster 900 SS | 1 | 2003 |
| Ducati | Impeto | Diavel | 1 [ 15 ] | 2015 |
| Ducati | Tesi 1/D 851 | 851 | 127 | dal 1990 al 1991 |
| Ducati | Tesi 1/D J | 400 SS | 51 | dal 1992 al 1993 |
| Ducati | Tesi 1/D 906 | 851 (portato a 904 cm³) | 20 | dal 1991 al 1992 |
| Ducati | Tesi 1/D SR | 851 (portato a 904 cm³) | 144 | dal 1992 al 1993 |
| Ducati | Tesi 1/D ES | 851 (portato a 904 cm³) | 50 | 1993 |
| Ducati | Tesi 1/D EF | 851 (portato a 904 cm³) | 25 | 1994 |
| Ducati | Tesi 2D | Monster 1000 | 25 | dal 2005 al 2006 |
| Ducati | Tesi 3D Concept | Multistrada 1100 | 29 | 2007 |
| Ducati | Tesi 3D | Multistrada 1100 | 184 | dal 2008 al 2011 |
| Ducati | Tesi 3D Rock Gold | Multistrada 1100 | 1 | 2009 |
| Tesi 3D E | Hypermotard 1100 Evo | 32 | dal 2011 al 2015 | |
| Tesi 3D Naked | Hypermotard 1100 Evo | 50 [ 15 ] | 2012 | |
| Tesi 3D 40° | Hypermotard 1100 Evo | 18 [ 15 ] | 2013 | |
| Tesi 3D Race Cafe | Scrambler | 1 [ 15 ] | 2015 | |
| Gas Gas | BBX 300 | | 1 | 2011 |
| Gas Gas | BBX 508 | EC 515 | 1 | 2011 |
| Gilera | GB1 | 750 RC | 2 | 1993 |
| Harley-Davidson | HDB1 | 500 Aermacchi | 1 | dal 1976 al 1977 |
| Harley-Davidson | HDB2 | 250 o 350 Aermacchi | 35 | dal 1976 al 1977 |
| Harley-Davidson | HDB3 | 350 Aermacchi | 2 | dal 1976 al 1977 |
| Honda | HB1 (prototipo) | CB 750 Four | 1 | 1973 |
| Honda | HB1 | CB 750 Four | 10 | dal 1975 al 1976 |
| Honda | HB2 | CB 900 Bol d'Or | 193 | dal 1982 al 1983 |
| Honda | HB3 | CB 1100 | 101 | dal 1983 al 1985 |
| Honda | HB4 | CBR 600 RR | 10 [ 15 ] | 2010 |
| Jotagas | BBX 300 | Gas Gas 300 | 1 | 2011 |
| Jotagas | BBX 508 | Gas Gas 500 | 1 | 2011 |
| Kawasaki | KB1 | 900 Z1 | 319 | dal 1978 al 1981 |
| Kawasaki | KB1 T2 | Z 1000 | 508 | dal 1981 al 1982 |
| Kawasaki | KB2 Laser | GPz 550 | 37 | dal 1981 al 1984 |
| Kawasaki | KB2 J | Z 400 | 6 | dal 1981 al 1984 |
| Kawasaki | KB2 S | GPz 550 | 72 | dal 1981 al 1984 |
| Kawasaki | KB2 TT | Gpz 550 | 62 | 1982 |
| Kawasaki | KB3 | Z 1000 J | 112 | dal 1983 al 1984 |
| Kawasaki | KB4 | Ninja 1000 SX | 250 | dal 2022 |
| Kawasaki | KB4 RC | Ninja 1000 SX | 250 | dal 2022 |
| Kawasaki | BX450 | KX 450 | 25 | dal 2023 |
| Kawasaki | Tesi H2 | Ninja H2 | 250 | dal 2020 |
| Kawasaki | Tesi H2 Tera | Z H2 | 250 | dal 2024 |
| Kawasaki | KB998 Rimini | Ninja ZX-10R | 500 | dal 2025 |
| Kawasaki | KB998 Rimini Elite | Ninja ZX-10R | 5 | dal 2026 |
| Paton | Paton Bimota 1 500 | Paton 2 cilindri 4 tempi | 1 | 1973 |
| Paton | Paton Bimota 2 500 | Paton 2 cilindri 4 tempi | 1 | 1976 |
| Suzuki | SB1 | TR500 | 50 | dal 1975 al 1977 |
| Suzuki | SB2 | GS 750 | 140 | dal 1977 al 1979 |
| Suzuki | SB2 80 | GS 750 | 30 | dal 1979 al 1980 |
| Suzuki | SB3 | GS 1000 | 402 | dal 1980 al 1983 |
| Suzuki | SB4 | 1100 Katana | 272 | dal 1983 al 1984 |
| Suzuki | SB5 | GSX 1135 | 158 | dal 1985 al 1986 |
| Suzuki | SB6 | GSX-R 1100 | 1 144 | dal 1994 al 1996 |
| Suzuki | SB6R | GSX-R 1100 | 600 | dal 1997 al 1998 |
| Suzuki | SB7 | GSX-R 750 | 200 | dal 1994 al 1995 |
| Suzuki | SB8 R | TL 1000 R | 150 | dal 1998 al 2000 |
| Suzuki | SB8 RS | TL 1000 R | 150 | dal 1998 al 2000 |
| Suzuki | SB8 K | TL 1000 R | 10 [ 15 ] | 2000 |
| Suzuki | SB8 K Gobert | TL 1000 R | 50 | 2005 |
| Suzuki | SB8 K Santa Monica | TL 1000 R | 75 [ 18 ] | 2005 |
| Yamaha Motor | YB1 | TZ 250 o 350 | 12 | dal 1974 al 1975 |
| Yamaha Motor | YB2 | TZ 250 o 350 | 15 | 1977 |
| Yamaha Motor | YB3 | TZ 250 o 350 | 15 | dal 1978 al 1980 |
| Yamaha Motor | YB4 R | FZ 750 | 2 | 1987 |
| Yamaha Motor | YB4 e.i. | FZ 750 | 303 | dal 1988 al 1989 |
| Yamaha Motor | YB4 e.i. SP | FZ 750 | 15 | dal 1988 al 1989 |
| Yamaha Motor | YB5 | FJ 1200 | 208 | dal 1987 al 1988 |
| Yamaha Motor | YB6 | FZR 1000 | 546 | dal 1988 al 1990 |
| Yamaha Motor | YB6 Tuatara | FZR 1000 | 60 | dal 1989 al 1990 |
| Yamaha Motor | YB6 Exup | FZR 1000 | 114 | dal 1989 al 1990 |
| Yamaha Motor | YB7 | FZR 400 | 321 | dal 1987 al 1988 |
| Yamaha Motor | YB8 | FZR 1000 Exup | 252 | dal 1990 al 1992 |
| Yamaha Motor | YB8 Furano | FZR 1000 Exup | 152 | dal 1992 al 1993 |
| Yamaha Motor | YB8 E | FZR 1000 Exup | 169 | dal 1993 al 1994 |
| Yamaha Motor | YB9 Bellaria | FZR 600 | 145 | dal 1990 al 1993 |
| Yamaha Motor | YB9 SR | FZR 600 | 651 | dal 1994 al 1996 |
| Yamaha Motor | YB9 SRI | FZR 600 | 225 | dal 1996 al 1998 |
| Yamaha Motor | YB10 Dieci | FZR 1000 Exup | 224 | dal 1991 al 1994 |
| Yamaha Motor | YB10 Biposto | FZR 1000 Exup | 38 | dal 1992 al 1993 |
| Yamaha Motor | YB11 Superleggera | 1000 Thunderace | 600 | dal 1996 al 1998 |
| Yamaha Motor | YB11 25th Anniversary | 1000 Thunderace | 50 | 1998 |

L'attività agonistica

Motomondiale

Classe 250

Bimota esordisce in questa categoria nel mwbye1976, dopo aver già disputato un paio di stagioni nella mwbyi350. Viene messa in pista una motocicletta motorizzata mwbymMorbidelli che ottiene un secondo posto al Gran Premio del mwbyqBelgio con mwbyuPaolo Pileri. Nel mwbyy1977 i piloti italiani mwbycFranco Uncini e mwbygWalter Villa iniziano la stagione con un telaio Bimota abbinato al motore mwbykHarley-Davidson ottenendo qualche vittoria prima di passare ai telai Bakker con cui concludono la stagione rispettivamente al secondo e terzo posto in classifica. Torna in questa categoria nel mwbyo1980 quando il pilota francese mwbysThierry Espié chiude quarto in classifica mondiale con tre piazzamenti a podio. Nel mwbyw1981 conquista qualche altro podio con mwby0Patrick Fernandez. Nel mwby41982 vengono messe in pista motociclette motorizzate Yamaha e Bartol ottenendo qualche punto iridato.

Classe 350

L'esordio nel mondiale per prototipi avviene nella stagione mwbze1974 nella mwbziClasse 350 con una motocicletta motorizzata mwbzmYamaha. Ottiene i primi punti iridati in occasione del Gran Premio delle mwbzqNazioni con il settimo posto del pilota italiano Giuseppe Elementi. Nella mwbzustagione successiva ottiene la prima vittoria, mwbzyOtello Buscherini taglia per primo il traguardo nel Gran Premio della mwbzcCecoslovacchia. Nel mwbzg1979 il pilota francese mwbzkMichel Rougerie ottiene un paio di piazzamenti a punti chiudendo 17º in classifica. La partecipazione alle competizioni viene premiata nel mwbzo1980 quando il sudafricano mwbzsJon Ekerold, in sella alla mwbzwYB3 vince il mwbz0Campionato del Mondo ottenendo tre vittorie nei singoli Gran Premi. In questo contesto Bimota ottiene anche il titolo costruttori di categoria e piazza altri tre piloti nelle prime dieci posizioni: i francesi mwbz4Éric Saul e mwbz8Patrick Fernandez nonché l'italiano mwbaaMassimo Matteoni, che ottengono diversi piazzamenti a podio in stagione. Nel mwbae1981 pur non vincendo nuovamente il titolo, la casa Riminese ottiene altre tre vittorie nei singoli Gran Premi con diversi piloti a punti e nelle posizioni alte della classifica. Nel mwbai1982, ultima stagione di questa categoria, vengono messe in pista motociclette motorizzate Yamaha e Bartol ottenendo qualche piazzamento a podio.

Thunderbike Trophy

Nelle stagioni mwbau1995 e mwbay1996 si disputa, in concomitanza con le gare in territorio europeo del mwbacmotomondiale la mwbagThunderbike Trophy, categoria riservata a motociclette da 600mwbak cm³ con mwbaomotori a quattro tempi con quattro cilindri.cite-ref-19[19] Bimota, unica casa costruttrice non giapponese, partecipa ad entrambe le edizioni ottenendo i risultati migliori con Mario Innamorati a partire dal Gran Premio di mwba8Germania del secondo anno.

Moto2

Al termine della stagione mwbby2009, nell'ottica della riduzione delle emissioni inquinati e per creare una classe propedeutica alla mwbbcMotoGP, l'organizzatore sceglie di optare per un cambio radicale. La nuova classe di mezzo prevede infatti, oltre al regime di monogomma, l'utilizzo di un motore unico per tutte le case costruttrici: il quattro cilindri in linea a quattro tempi derivato da quello di serie della mwbbgHonda CBR600RR.cite-ref-20[20] Bimota assembla una motocicletta per partecipare a questa nuova classe: la mwbb0HB4 che viene affidata a tre differenti squadre.cite-ref-21[21] Il pilota thailandese mwbciRatthapark Wilairot in forza al team Thai Honda PTT SAG, ottiene le migliori prestazioni collezionando trenta punti e sfiorando il podio nel Gran Premio d'mwbcmOlanda.cite-ref-22[22] Non vengono schierate moto per la stagione mwbcg2011. L'ultima apparizione in mwbckMoto2 risale alla stagione mwbco2012, con il team SAG, senza ottenere punti.

Parallelamente al mwbcwMotomondiale, la mwbc0HB4 viene schierata nelle due edizioni del mwbc4Campionato Italiano Velocità in cui si è disputata la classe mwbc8Moto2: il mwbda2011 e il mwbde2012. Nella seconda stagione, con il pilota danese mwbdiRobbin Harms, conquista una vittoria a mwbdmImola ed il titolo costruttori.cite-ref-23[23]

Superbike

1988-1991 (la YB4)

Il mwbd01988 sancisce la nascita del mwbd4mondiale Superbike e La Bimota, reduce dalla conquista del mwbd8Campionato mondiale Formula TT 1987 con mwbeaVirginio Ferrari e la mwbeeYB4 R (a spese del pluricampione mwbeiJoey Dunlop e della mwbemHonda), partecipa al nuovo campionato con la una versione evoluta della moto iridata, la mwbeqYB4 E.I.cite-ref-24[24]. Vince la prima gara della storia del mondiale delle moto derivate dalla serie a mwbekDonington Park con mwbeoDavide Tardozzi che rimane in corsa per il titolo fino al termine della stagione. Durante l'anno conquista altri sei Gran Premi per un totale di sette andando a sfiorare anche la conquista del titolo costruttoricite-ref-25[25]cite-ref-26[26]. Nel mwbfm1989 la casa riminese è quarta tra i costruttori ed ottiene tre vittorie nei singoli Gran Premi con l'italiano mwbfqGiancarlo Falappa. Nel mwbfu1990 le YB4 vengono schierate solo in alcune gare racimolando quattro punti. Il mwbfy1991 vede ancora Bimota a mezzo servizio e con qualche punto conquistato prima del temporaneo ritiro.

1997-1999 Il Mondiale Supersport

Nel mwbfk1997 si disputa la prima edizione della Supersport World Series, categoria propedeutica al mondiale Superbike e disputatasi in concomitanza con lo stesso. Bimota mette a disposizione le sue motociclette a diversi piloti chiudendo al sesto posto tra i costruttori e ottenendo come miglior risultato il sesto posto al Gran Premio di mwbfoHockenheim con Roberto Panichi.cite-ref-27[27] Nel mwbf81998 e nel mwbga1999 replica il sesto posto ottenendo piazzamenti di minor rilievo.

2000 (la SB8R)

Chiusasi la parentesi nel mwbgmmondiale Supersport, Bimota torna in Superbike nel mwbgq2000 mettendo in pista una motocicletta a motore mwbguSuzuki: la mwbgySB8 K affidata al team italiano MVR Bimota Exp. con il pilota australiano mwbgcAnthony Gobert.cite-ref-28[28] Il team disputa solo dieci gare relegando Bimota all'ultimo posto tra i costruttori ma, in occasione del Gran Premio d'mwbgwAustralia conquista una vittoria prestigiosa rifilando quasi mezzo minuto al più prossimo degli inseguitori.cite-ref-29[29]

Per la stagione mwbhi2014 Bimota fa il suo ritorno in Superbike mettendo in pista la BB3 motorizzata col quattro cilindri mwbhmBMW, già in uso sulle moto ufficiali della casa tedesca nello stesso campionato, portando così a quattro il numero delle motociclette italiane partecipanti visto il contemporaneo impegno di mwbhqDucati, mwbhuAprilia e mwbhyMV Agusta. Bimota si avvale della collaborazione del mwbhcTeam Alstare che schiera il confermato mwbhgAyrton Badovini e l'inglese mwbhkChristian Iddon proveniente dalla mwbhoSupersport. Sfortunatamente la casa motociclistica Italiana non riesce a produrre entro il tempo limite concesso dall'organizzatore il numero di motociclette di serie sufficienti per poter prendere punti nel mondiale. Per questo motivo pur avendo preso parte a otto gran premi, per un totale di sedici gare, i risultati non vengono omologati. Questo nonostante la bontà del mezzo, che permetteva ad entrambi i piloti di passare quasi sempre sotto la bandiera a scacchi nei primi quindici posti.cite-ref-30[30]

2025 - Il ritorno in Superbike

Grazie a una collaborazione con mwbiuKawasaki Racing, che dal mwbiy2025 cambierà nome in Bbk (Bimota by Kawasaki) Racing Team, l'azienda romagnola torna nel campionato Superbike supportata direttamente da Kawasaki, portando in pista la mwbicKB998 Rimini, progettata e costruita da Bimota e motorizzata Kawasaki: il motore è quello della Ninja ZX-10RR.cite-ref-31[31] Il team sarà gestito da Provec Racing e i piloti saranno i confermati mwbiwAlex Lowes e mwbi0Axel Bassani. Le prestazioni della nuova moto, con entrambi i piloti, vanno oltre le aspettative su un modello all'esordio. Nella fattispecie Lowes ottiene quattro piazzamenti a podio e l'annata si conclude al quarto posto in classifica costruttori, davanti a Honda e alla stessa Kawasaki.cite-ref-32[32]

Altre competizioni

Nel mwbjq1987 l'italiano mwbjuVirginio Ferrari vince il mwbjyCampionato del Mondo TT F1 pilotando la mwbjcYB4 R. La 725mwbjg cm³ Supermono, prototipo della "Supermono" con motore derivato BMW e reso competitivo dal Bimota Experience Department, condotta da Gianluca Galasso contende alla Ducati "batacchio" pilotata da mwbjkPierfrancesco Chili la vittoria nella gara del Campionato Europeo di categoria al Mugello. nel Settembre 1994. Con il rilancio dell'azienda, parecchie sono le Bimota impegnate in gara nei trofei nazionali ed internazionali da piloti privati: Tesi 3D, DB5, DB6 ed anche DB7. Una DB7 in configurazione standard ha partecipato alla gara del Mugello del Desmo Challenge 2008 con Danilo Marrancone, centrando un importante risultato: la vittoria all'esordio. Nel 2015 partecipa, con la mwbjoBB3, alle quattro principali competizioni su strada: mwbjsTourist Trophy, mwbjwNorth West 200, Ulster GP, mwbj0Macao GP.cite-ref-33[33]

Note

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cite-note-kawasaki-22. mwblyEmanuele Colombo, mwblcmwblgEICMA 2019: Bimota presenta (insieme a Kawasaki) la nuova Tesi H2, su mwblkmotorbox.com, Boxer S.r.l., 6 novembre 2019. mwbloURL consultato il 23 dicembre 2019.
cite-note-33. mwbl4Duccio Rasoini, mwbl8mwbmaMercato: Kawasaki acquista Bimota, su mwbmeomnimoto.it, Edimotive S.r.l., 24 settembre 2019. mwbmiURL consultato il 26 dicembre 2019.
cite-note-operaprima-44. mwbmySaverio Livolsi, mwbmcOpera prima, in mwbmgmwbmkMotociclismo d'Epoca, n.mwbmo 6/2009, giugno 2009, pp.mwbms 98-105.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• (IT, EN) Sito ufficiale, su bimota.it.
• Bimota (canale), su YouTube.
• mwb78(EN) The home of the "Bimota Enthusiasts", su bimota-enthusiasts.com. URL consultato il 24 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2011).